Aut Aut Edizioni
La “Merica” un’epopea raccontata in siculish
Data di pubblicazione: 10/04/2017 | 0 Commenti

Così racconta Zia Favola, protagonista dell’omonimo esordio narrativo edito dalla neonata casa editrice Aut Aut Edizioni: “Zia Favola. Una storia siculish” di Cono Cinquemani.

Così mezza lana restava a Palermo e mezza arrivava a Novaiorca. Non era solo un filo che si rompeva, era una scena impressionante, piena di tanto amore e nostalgia. Il filo della partenza alcuni lo conservavano a casa, altri lo mandavano con la prima lettera di avviso che si era arrivati alla Merica

In questa storia, concepita prima come spettacolo teatrale e poi come romanzo, la migrazione dei siciliani verso il sogno americano all’inizio del Novecento è come il filo della partenza, un filo che si spezza, si conserva e diventa feticcio totemico intorno al quale riavvolgere il filo della memoria.

 

L’autore è un giovane assistente di volo, originario di San Cono, con la passione per il teatro, per la dialettologia e il siculish, la lingua adattiva che mescola siciliano e inglese parlata dai migranti negli Usa. Uno slang che ha precedenti letterari nel racconto di Sciascia “La zia di Sicilia”, ma anche ne “Gli americani di Rabbato” di Luigi Capuana e “La spartenza” di Tommaso Bordonaro oltre che nelle poesie e nelle canzoni dell’epoca.

 

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  • Data di pubblicazione: 09/04/2017
  • Testata: La Repubblica-Palermo
  • Autore dell’articolo: Eleonora Lombardo
  • Illustrazione di Gianni Allegra

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