Il tema delle pensioni continua a rappresentare una sfida cruciale per l’Italia, con una problematica che torna a farsi sentire in modo preoccupante: quella degli esodati. Oggi si stima che siano circa 55mila gli italiani che rischiano di trovarsi senza alcun sostegno economico né assegno pensionistico, una situazione che riporta all’attenzione pubblica un fenomeno che sembrava ormai superato, ma che invece persiste con effetti drammatici.
Gli esodati sono lavoratori rimasti senza reddito né pensione a causa di riforme previdenziali entrate in vigore dopo aver interrotto il loro percorso lavorativo, spesso in vista di una pensione ormai non più garantita alle vecchie condizioni. Nel 2026, il problema si è aggravato per circa 55mila persone, molte delle quali si trovano nel cosiddetto «vuoto» pensionistico, senza un reddito né la possibilità di accedere a un assegno.
Questa condizione si verifica soprattutto tra coloro che hanno cessato l’attività lavorativa anticipatamente, confidando in un sistema previdenziale che è stato profondamente modificato dalle nuove regole sul calcolo dell’età pensionabile e dei contributi necessari. Nonostante i numerosi interventi legislativi negli ultimi anni, le soluzioni non hanno ancora risolto completamente il problema.
Chi rischia di più e quali sono le prospettive
Tra gli esodati maggiormente a rischio figurano lavoratori con carriere discontinue, personale dipendente di enti pubblici e privati che hanno usufruito di forme di prepensionamento o che hanno accettato incentivi all’esodo senza una copertura previdenziale adeguata. Anche alcune categorie di lavoratori autonomi o parasubordinati hanno subito l’impatto di queste modifiche.
Le associazioni di categoria e i sindacati sollecitano il Governo a intervenire con misure specifiche per evitare che si aggravi ulteriormente la condizione di questi cittadini, che si trovano in una situazione di estrema vulnerabilità economica e sociale.
Negli ultimi mesi, sono state avanzate diverse proposte per affrontare il problema, tra cui l’introduzione di una forma di pensione di garanzia per chi si trova nel vuoto contributivo, e l’estensione di misure di sostegno al reddito rivolte agli esodati non coperti da alcun assegno. Tuttavia, la complessità della questione richiede un’azione coordinata e tempestiva, che tenga conto delle diverse esigenze delle categorie coinvolte.
Il tema degli esodati si inserisce nel più ampio contesto delle riforme pensionistiche italiane, che dovranno affrontare le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dalla sostenibilità del sistema previdenziale nei prossimi anni. Nel frattempo, la situazione di 55mila italiani senza pensione né sostegno economico resta una ferita aperta che chiede risposte concrete e urgenti.








