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Bonus dentista 2026: come funziona davvero l’agevolazione che permette di recuperare parte delle spese per le cure odontoiatriche.

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Bonus dentista 2026: come funziona davvero l’agevolazione che permette di recuperare parte delle spese per le cure odontoiatriche. - autautedizioni.it

Bonus dentista 2026: come funziona davvero l’agevolazione che permette di recuperare parte delle spese per le cure odontoiatriche.

Quando si parla di cure dentali, il primo pensiero va spesso ai costi. Visite specialistiche, interventi, apparecchi ortodontici o semplici otturazioni possono trasformarsi in una spesa importante, soprattutto per le famiglie con figli. Eppure nel 2026 è possibile recuperare una parte significativa di quanto speso, sfruttando gli strumenti fiscali già previsti. Il problema è che molti non conoscono nel dettaglio come funziona il cosiddetto bonus dentista, oppure pensano che sia riservato a pochi.

In realtà non si tratta di un contributo automatico accreditato sul conto corrente, ma di un’agevolazione fiscale collegata alle detrazioni per le spese sanitarie. Ed è proprio qui che si gioca la partita.

Come funziona davvero il bonus dentista 2026

Il meccanismo è quello della detrazione Irpef per le spese mediche. Anche nel 2026 le cure odontoiatriche rientrano tra le spese sanitarie detraibili nella dichiarazione dei redditi. Questo significa che una parte degli importi pagati può essere recuperata sotto forma di sconto sulle imposte.

La detrazione prevista è pari al 19% delle spese sostenute, calcolata sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. In altre parole, solo l’importo eccedente questa soglia dà diritto al rimborso fiscale. Può sembrare un dettaglio tecnico, ma è fondamentale per capire quanto effettivamente si può risparmiare.

Rientrano nell’agevolazione diverse prestazioni odontoiatriche: visite specialistiche, cure conservative, interventi chirurgici, protesi, apparecchi ortodontici e trattamenti necessari alla salute della bocca. È però indispensabile che le spese siano documentate correttamente e che il pagamento avvenga con strumenti tracciabili, come bonifico, carta o bancomat. Senza questi requisiti il diritto alla detrazione viene meno.

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Come funziona davvero il bonus dentista 2026 – autautedizioni.it

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la corretta conservazione delle fatture. I documenti devono riportare in modo chiaro la prestazione eseguita e i dati del paziente. In fase di dichiarazione, che sia tramite modello 730 o modello Redditi, le spese sanitarie vengono generalmente inserite automaticamente nel sistema grazie alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria. Tuttavia è sempre bene verificare che gli importi siano corretti.

Il risparmio può diventare significativo soprattutto quando si affrontano interventi costosi, come impianti o percorsi ortodontici. In questi casi il recupero del 19% può tradursi in centinaia di euro. Non si tratta di un rimborso immediato, ma di una riduzione delle imposte dovute o di un credito che viene restituito direttamente in busta paga o sul conto corrente, a seconda delle modalità di dichiarazione.

È importante chiarire che il bonus dentista 2026 non è legato a limiti di reddito specifici per la detrazione ordinaria delle spese sanitarie. Tuttavia, per chi ha redditi molto elevati, possono entrare in gioco meccanismi di riduzione delle detrazioni complessive.

In un periodo in cui il costo della vita continua a incidere sulle famiglie, conoscere a fondo queste opportunità diventa essenziale. Le cure dentali non sono un lusso, ma una necessità legata alla salute generale. Sfruttare correttamente le detrazioni fiscali permette di alleggerire il peso economico senza rinunciare a trattamenti importanti. Il vero segreto, dunque, non è l’esistenza del bonus in sé, ma la consapevolezza delle regole. Perché il risparmio c’è, ma solo per chi sa come ottenerlo davvero.

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