La recente frana a Niscemi, in Sicilia, ha riacceso i riflettori sui rischi idrogeologici che minacciano numerose aree del nostro Paese. Il noto geologo Mario Tozzi, intervenuto in merito, ha sottolineato come eventi di questo tipo diventino sempre più frequenti e intensi, in gran parte a causa del cambiamento climatico che sta accelerando i fenomeni di dissesto territoriale.
Secondo Tozzi, la situazione della Sicilia rappresenta un campanello d’allarme per molte altre realtà italiane. Niscemi è solo una delle tante località dove il rischio di frane è concreto e imminente. Tra le aree più vulnerabili, il geologo indica zone del Sud Italia come la Calabria e la Campania, ma anche diverse località del Nord, dove la fragilità geologica del terreno si combina con precipitazioni sempre più intense e imprevedibili.
Il cambiamento climatico sta infatti modificando drasticamente i modelli meteorologici, portando a piogge torrenziali e periodi di siccità alternati, fattori che destabilizzano i versanti e aumentano il rischio di smottamenti. In questo contesto, città come Messina, Reggio Calabria, Napoli e Genova si trovano a dover fronteggiare un pericolo crescente, con la necessità di adottare misure urgenti di prevenzione e messa in sicurezza.
L’impatto del cambiamento climatico sui disastri idrogeologici in Italia
La correlazione tra cambiamento climatico e aumento dei disastri naturali è ormai scientificamente provata. Le ondate di maltempo estremo, che comprendono piogge intense, trombe d’aria e alluvioni, si manifestano con una frequenza senza precedenti, mettendo a dura prova la tenuta dei territori. Secondo studi recenti, eventi come la frana di Niscemi potrebbero moltiplicarsi nei prossimi anni, se non verranno potenziate le strategie di adattamento e resilienza.
Il geologo Tozzi evidenzia come la gestione del rischio debba passare attraverso una combinazione di monitoraggio costante, interventi infrastrutturali mirati e una corretta pianificazione urbanistica. Inoltre, è fondamentale sensibilizzare le comunità locali sui comportamenti da adottare in caso di emergenza, per ridurre al minimo le conseguenze di questi eventi.
Il quadro delineato da Tozzi invita a riflettere sull’urgenza di una politica ambientale lungimirante, capace di mettere in campo risorse adeguate per contrastare l’aggravarsi dei fenomeni franosi e proteggere le popolazioni a rischio in tutto il territorio nazionale.








